L’altra sera, subito prima di entrare in campo, mi è venuto in mente che 17 Luglio di 10 anni fa un gruppo di volontari del Chicco partiva alla volta di Genova con l’intenzione di partecipare a 3 giorni di manifestazioni collettive contro il G8. Il terzo giorno, dopo moltissimi eventi tumultuosi e terribili, altri volontari li raggiunsero per il grande corteo conclusivo di 300 mila persone. Nel corteo il Chicco era preceduto da un nutrito manipolo di anziani militanti della CGIL e seguito da un coloratissimo e divertentissimo spezzone di ragazzini e ragazzine con aquiloni, palloncini e molto altro: era lo spezzone dell’ARCI ragazzi nazionale… Quando la polizia fascista ci attaccò in pieno corteo con una violenza davvero mai vista prima, e soprattutto subito dopo, quando si scatenò una vera e propria caccia all’uomo e tutti fummo dispersi, ad alcuni di noi fu utile l’esperienza dei vecchi militanti della CGIL, mentre altri di noi a loro volta si resero utili a molti di quei ragazzini, letteralmente terrorizzati e in preda a crisi di panico. Alcuni non avevano più di 16 anni e piangevano a dirotto…
Mi è venuto in mente e mi sono chiesto se magari, chissà, fra i nostri avversari o fra le loro tifose fuori dal campo ci potesse essere qualcuno di quei ragazzini del 2001…
Prima della partita nostra gioca la Romania. Il Randazzo mi dice: hanno una ragazzina molto brava, ma non la vogliono far giocare. Dopo poco la ragazzina, Denisa, si avvicina a Silvia, che sfoggia la sua maglietta Chicco giallo fiammante, e alle altre ragazze. Con occhi spalancati e meravigliati chiede per quale bizzarro motivo ci siano donne in squadra: ” Giocate fra voi, vero?” “Ah, giocate proprio questo torneo, contro altre squadre?” ” Ma tutti insieme?” E’ proprio giovanissima, ha 15 anni, sta però scoprendo un fatto nuovo che le piace tantissimo. Le viene indicato il coach, chiede
“Ma potrei giocare anch’io con voi?”
“Beh, non so, magari ormai la prossima partita… vediamo giovedì prossimo, ora non hai neanche la maglietta…”
” No, perché sai, io gioco nel Livorno femminile…”
“Ecco una maglietta, corri subito a cambiarti!!!”
Si schiera all’inizio una squadra che domina il campo e si mostra subito nettamente più forte, ma come spesso accade gli avversari fanno finta di non capire e segnano subito un gol. Volenteroso, il Chicco riprende la spiegazione: esempi, teorie, dimostrazioni, ma niente, gli avversari duri non capiscono e mantengono l’1-0. Dopo qualche minuto ancora, il Chicco porta la dimostrazione finale e inoppugnabile della propria superiorità con un’azione corale e bellissima che porta 2 di noi soli davanti al portiere: naturalmente l’obiettivo non è segnare, e quindi l’azione si conclude con la cosa più vicina possibile al gol, cioè con un palo. A questo punto anche una donna avrebbe capito, ma i nostri avversari erano malauguratamente tutti maschietti… Cocciutissimi, hanno continuato a tenere il vantaggio e anzi addirittura a cercare di segnare ancora (ma dico, ma vedete che c’è Giovanni in porta, ma chi ve lo fa fare di sprecare energie preziose tirando? Tanto la palla non entra, a meno che, diamine, non sia Giovanni stesso a deciderlo…).
Finalmente tanta testarda protervia fa perdere un po’ la pazienza perfino a David, che prende palla sulla fascia e lascia partire un tiro bellissimo, che si insacca proprio all’angolino basso, imprendibile.
1-1 e, direte voi, finalmente avranno capito: il Chicco è più forte, ma gentilmente vi concede il pareggio, unico risultato che ci piace veramente. Per sottolineare questa cosa il coach manda in campo 2 donne contemporaneamente, Simona e Denisa, che viene mandata in campo prima del previsto perché dopo un quarto d’ora di gioco la mamma la chiama che è ora di andare a casa… “Ancora 5 minuti…” e viene mandata in campo a sperimentare la ruvidezza degli avversari, che saranno anche dell’ARCI ragazzi, ma verso questa ragazzina non fanno proprio complimenti…
E anzi, a proposito, assistiamo a questa scena a metà del secondo tempo: Paolina vola via sulla fascia, un avversario il doppio di lei prima la ostacola col braccio, poi le tira la maglia, finalmente la sbilancia e lei tira male; poi si gira con la sua faccetta da angioletto “Ma io sono una bimba!” E lui, non so descriverne l’espressione, allarga, vagamente imbarazzato, le braccia, come a dire che insomma, sarai anche una bimba, ma non ti si tiene… O forse voleva dire che a lui non gliene fregava niente? Mah, i maschi sono spesso per me imperscrutabili….
Duri fino all’inverosimile, gli avversari non hanno ancora capito quale sia la situazione e addirittura fanno altri 2 gol, 3-1. Sconcerto nelle fila del Chicco: possibile che ancora non abbiamo capito quel che gli stiamo spiegando fin dall’inizio, ma è poi così difficile? Siamo più forti noi, vi concediamo il pareggio, tutti contenti.
Ma la pazienza non ci fa difetto: ricomincia il secondo tempo, e ricomincia la spiegazione. Questa volta, per essere più didattici ancora e cercare di chiarire al meglio il concetto, il Chicco decide di pareggiare con 2 gol segnati prima da Abramo e poi da un’altra femmina, Paolina: più chiaro di così… Giorgio, insegnante di sostegno, ci aggiunge anche un tiro fuori a porta vuota, vedete, la partita deve finire pari…
Ma i giovani d’oggi! Anche se vi sembrerà impossibile, l’ARCI segna un altro gol: 4-3. A questo punto, stremata, si riunisce la commissione didattica del Chicco e decide che il percorso formativo debba essere ancora lungo e impegnativo e non si possa esaurire in una sola serata. Decidiamo quindi di rimandare, e per chiarire ulteriormente il nostro disimpegno, a un minuto dalla fine, Giovanni commette – volontariamente s’intende – un errore di regolamento prendendo la palla con le mani quando non avrebbe potuto: punizione dal limite e 5-3… Ovvio che Giovanni la punizione l’avrebbe anche potuta parare, e ne è prova inconfutabile il fatto che nel primo tempo ha strepitosamente parato perfino un calcio di rigore!”!!
Ora si tratterà di andare a far lezione di calcio ai brasiliani…