Il 13 giugno 2011 è un giorno che tutti ricorderemo, ma che non doveva giungere inaspettato. Già 2000 anni fa Tito Livio ne scriveva con chiarezza, e le sue parole oggi acquistano tutto il loro reale significato. Rileggiamole: “Molti prodigi turbarono vaste zone in quella stagione, da cui si ricavarono i più vari presagi: nella zona di Amiterno in molti punti si erano visti di lontano, perché vestiti di bianco, fantasmi sotto aspetto umano, ma non erano venuti in contatto con nessuno degli abitanti; nel Piceno erano cadute pietre dal cielo, mentre in Gallia un lupo aveva tolto ad una sentinella la spada sfilata via dal fodero”. Eventi prodigiosi, ma il più prodigioso di tutti è quello che desta l’incredulità di Livio: ” a Roma un bambino di sei mesi figlio di un uomo libero aveva gridato nella piazza del mercato ortofrutticolo “Trionfo!”
Il povero Livio non poteva immaginare a quali eventi il bimbo si riferisse, ma noi oggi lo sappiamo.
Tutto è cominciato un paio di settimane fa, quando 2 noti nemici del popolo – Emiliano e Bersani – praticamente in contemporanea si sono ravveduti e hanno cominciato a operare per il meglio, uno sorteggiando dall’urna dei Contromondiali il Bar Crollo come nostro primo avversario, proprio per il 13 giugno; l’altro affermando che sì, beh, in effetti, pensandoci bene, quei referendum così assurdi e da non prendere in considerazione, tutto sommato forse il PD li appoggiava: “No, beh, che c’entra, certo che siamo sempre stati a favore dell’acqua e dei servizi privati, ma qui si esagera, vabbè, insomma, poi dopo si vede….” Finalmente parole chiare.
E così, certamente spinti a milioni dal carisma del leader romagnolo, masse di elettori andavano a votare, travolti dal martellante incitamento delle televisioni. E proprio mentre milioni di cittadini votavano a favore dei referendum, si potevano osservare in giro per la città note e stimate giocatrici del Bar Crollo che onoravano il nome della loro squadra, attaccandosi a bottiglioni di birra formato magnum.
Dunque, il 13 giugno: i risultati definitivi dei referendum lasciavano a bocca aperta: nonostante l’appoggio congiunto del Chicco di senape e del PD, i quesiti superavano il quorum e ottenevano una vittoria schiacciante. Una vittoria schiacciante che il Chicco – il mondo per un giorno è andato proprio alla rovescia – replicava in serata nella partita d’esordio dei Contromondiali. Alcune voci arrivano a sostenere che la squadra gialla abbia addirittura vinto 5-1, ma si sa come vanno questi momenti di entusiasmo incontrollato. Questa è una voce talmente enorme che andrà verificata con attenzione.
Epperò, chi avesse assistito all’uscita dal campo del Chicco avrebbe notato qualcosa di diverso dal solito: non il solito clima di allegria e cazzeggio, ma una certa aria mogia: che so, come un bambino di buona indole che si sia appena lasciato andare a una prepotenza su uno più piccolo di lui… David, pur di allontanarsi dalla scena del delitto il più rapidamente possibile, chiedeva un passaggio a dei semisconosciuti, Giorgio e Abramo stavano a testa china, Davide tentava addirittura di annegarsi sotto un potente getto d’acqua…
Abbiamo vinto e, come ben sappiamo, questo significa che altri hanno perso, e per aver perso contro di noi, si può immaginare il loro grado di cialtroneria, approssimazione, impreparazione. Per evitare che in futuro tutto ciò si ripeta, e certo senza alcun motivo personale, propongo la fusione con il Bar Crollo!!!
P. S. Per tutti gli intristiti dalla vittoria di ieri sera, non preoccupatevi: giovedì 23, con il Brasile, usciremo dal campo allegrissimi…
P. S. 2: Nota stonata e rimprovero aspro: i nostri avversari avevano in squadra più donne di noi; a parte la tristezza della vittoria, durante la partita ho più volte provato vergogna, vergogna che ricade intera e piena sulle donne del Chicco.