Il primo ad arrivare in piazza Guerrazzi è stato l’uomo dell’Istituto Astronomico Nazionale, quello che usa gli appuntamenti del Chicco per regolare l’ora astronomica ufficiale… Anche lui era commosso, alle 16.30 in punto tutti presenti e, appunto, già commossi per il solo fatto di ritrovarci lì, stesso luogo, stesse magliette gialle, stessa tremendissima puntualità.
Proprio nulla di diverso dall’anno scorso: anche l’autorità del coach era immediatamente messa in discussione, anzi ignorata, al momento di decidere la strada per arrivare in bici a Riglione: il gruppo compatto di coraggiosi ciclisti ha, senza eccezioni, preferito seguire David fra i rovi – notoriamente amici delle camere d’aria – piuttosto che Mario su una banale strada asfaltata
Nonostante i rovi, il Chicco quasi al completo è arrivato al campo con netto anticipo non solo su avversari (oops…) e arbitro, ma anche sugli addetti al campo stesso – quando si dice l’ansia…
Dopo poco giungevano i giocatori del Kossovo, inizialmente scambiati per i buttafuori di un vicino locale a causa delle contenute dimensioni fisiche.
Di un certo rilievo il momento della vestizione: decine di magliette gialle, di ogni possibile sfumatura, non sono state sufficienti a impedire che Carmine e David si presentassero in campo vestiti di un colore probabilmente inventato per l‘occasione, ma che aveva l’indubbio merito di confondersi con alcune magliette kossovare (la coppa per i più cialtroni mi sa che quest’anno ce la dobbiamo sudare…).
La coppa per il fair-play invece, nostro unico e vero obiettivo, grazie a Mario ce la siamo probabilmente già giocata. Se l’ultimo atto ufficiale dell’anno scorso è stato quello di far precipitare al suolo il trofeo al momento della consegna al Senegal (imbarazzo generale, grazie Antonio per aver fotografato e diffuso la scena, tante volte fosse sfuggita a qualcuno…), l’esordio di quest’anno non è stato da meno: Mario riceve da Davide i doni per l’arbitro (caffè Tatawelo e volantino) e per il capitano avversario (maglietta Chicco e copia della rivista), accompagnati da precise istruzioni, che saggiamente gli vengono ripetute più volte; al momento del sorteggio si avvicina sorridente ad arbitro e capitano del Kossovo, stringe mani, se la tira anche un po’ e poi consegna il caffè al capitano avversario, accompagnandolo con breve ma sentita descrizione del progetto; il capitano kossovaro è sinceramente grato, sorride e ringrazia, ma subito dopo Mario dice, testualmente “Ah no, cazzo, ho sbagliato, questo non è per te”, gli strappa il caffè dalle mani e lo dà all’arbitro (e almeno questa volta Antonio non ha potuto fotografare la faccia del malcapitato capitano avversario, allibito). Appurato al volo che uno dei ragazzi kossovari vive in piazza delle Vettovaglie e non conosce il Chicco, si comincia finalmente a giocare.
La partita, come spesso avviene, passa in secondo piano: le cose fondamentali da ricordare sono 4 ragazze in squadra e soprattutto Francesco Santoro in panchina (forse per tentare di spiegare alcuni misteri del calcio al padre…). Solo per queste 2 cose, il tasso di bellezza della squadra è assolutamente irraggiungibile da chiunque.
Il primo tempo comincia benissimo, nel senso che contrariamente al solito non becchiamo subito un paio di gol mentre stiamo ancora chiacchierando delle regole o di chi gioca e di chi sta in panca, o magari del tempo; prosegue un po’ peggio, perché a metà becchiamo 2 gol uno dietro l’altro; termina dignitosamente sullo 0-2.
Nel secondo tempo avviene una di quelle tipiche meraviglie chicchesche, per cui la squadra si scatena e nel giro di meno di 10 minuti segna 3 gol, portandosi in vantaggio, fra l’altro con azioni bellissime, passaggi di prima, Giorgio che tira in porta (nel primo tempo aveva tentato una rovesciata, ma la palla, ancora timida e poco abituata, aveva svicolato lontano). Inutile descrivere a chi non c’era le scene di entusiasmo, tutta la nutrita panchina che si è rovesciata ogni volta in campo, baci e abbracci e saltelli e complimenti anche ai lacci delle scarpe. L’entusiasmo coinvolgeva anche il pubblico e i tifosi del Chicco, non numerosi, ma caldi (beh, sempre meglio del deserto dell’anno scorso…). La partita continuava con un’altalena fino al 4-3 per il Chicco, poi tutti insistevano per l’ingresso in campo del coach, che fino a quel momento si era saggiamente tenuto in disparte, ma alla fine cedeva ed entrava in campo: in pochissimi minuti si passava al 4-5. Il finale era un generosissimo ma sfortunato assedio e la partita si concludeva così.
Se l‘anno scorso l’esordio fu caratterizzato dall’incredibile gol di testa di Silvia, anche quest’anno la prima partita ci regala un ricordo incancellabile: Carmine che segna un gol e corre fuori campo a esultare con Francesco…
Altre immagini meriterebbero una segnalazione, a cominciare dall’eterna lotta fra il nostro grande portiere Giovanni e la forza di gravità, che per una volta ha avuto la meglio: nel secondo tempo un tiro del Kossovo molto insidioso è stato deviato sul palo da Giovanni in tuffo, speriamo che questo primo contatto non sia stato troppo negativo e ci siano nuovi incontri in futuro…
Le note negative: alcuni hanno avuto più o meno paura di entrare (mi riferisco al turno del sabato pomeriggio in blocco, Vito escluso): non capiscono, gli sciocchini, che così feriscono i sentimenti dei loro compagni di squadra, che preferiscono di gran lunga, nel caso, perdere tutti insieme piuttosto che vincere da soli…
La giornata, prima di concludersi degnamente fra decine di birre all’Orzo Bruno, vedeva, come ultimo atto ufficiale, l’individuazione di Abramo come unico responsabile della sconfitta…
giugno 29, 2010 alle 8:13 am |
Insomma tante ciarle per dire che avete perso malamente, come sempre d’altronde……che bellini che siete….comunque, un consiglio per evitare che vi si blocchi la crescita (ad alcuni purtroppo è già successo
): smettetela di confrontarvi con i Pappagalli Verdi, sono troppo forti per voi; giocate con squadre più alla vostra portata, che so io, con l’anonima dilettanti sardi, con la raccatati di via calcesana, con la polisportiva scapoli-ammogliati, ma davvero, e lo dico in fede per voi e solo per voi, non con i Pappagalli Verdi……..
giugno 29, 2010 alle 9:41 am |
Pappagalli cosa? E chi (o cosa) sarebbero?
luglio 15, 2010 alle 1:21 pm |
ma i pappagalli verdi non sono quelli che si mangiano fritti alla fermata del treno??