Aspettando il Brasile…

giugno 24, 2011

L’altra sera, subito prima di entrare in campo, mi è venuto in mente che 17 Luglio di 10 anni fa un gruppo di volontari del Chicco partiva alla volta di Genova con l’intenzione di partecipare a 3 giorni di manifestazioni collettive contro il G8. Il terzo giorno, dopo moltissimi eventi tumultuosi e terribili, altri volontari li raggiunsero per il grande corteo conclusivo di 300 mila persone. Nel corteo il Chicco era preceduto da un nutrito manipolo di anziani militanti della CGIL e seguito da un coloratissimo e divertentissimo spezzone di ragazzini e ragazzine con aquiloni, palloncini e molto altro: era lo spezzone dell’ARCI ragazzi nazionale… Quando la polizia fascista ci attaccò in pieno corteo con una violenza davvero mai vista prima, e soprattutto subito dopo, quando si scatenò una vera e propria caccia all’uomo e tutti fummo dispersi, ad alcuni di noi fu utile l’esperienza dei vecchi militanti della CGIL, mentre altri di noi a loro volta si resero utili a molti di quei ragazzini, letteralmente terrorizzati e in preda a crisi di panico. Alcuni non avevano più di 16 anni e piangevano a dirotto…
Mi è venuto in mente e mi sono chiesto se magari, chissà, fra i nostri avversari o fra le loro tifose fuori dal campo ci potesse essere qualcuno di quei ragazzini del 2001…

Prima della partita nostra gioca la Romania. Il Randazzo mi dice: hanno una ragazzina molto brava, ma non la vogliono far giocare. Dopo poco la ragazzina, Denisa, si avvicina a Silvia, che sfoggia la sua maglietta Chicco giallo fiammante, e alle altre ragazze. Con occhi spalancati e meravigliati chiede per quale bizzarro motivo ci siano donne in squadra: ” Giocate fra voi, vero?” “Ah, giocate proprio questo torneo, contro altre squadre?” ” Ma tutti insieme?” E’ proprio giovanissima, ha 15 anni, sta però scoprendo un fatto nuovo che le piace tantissimo. Le viene indicato il coach, chiede
“Ma potrei giocare anch’io con voi?”
“Beh, non so, magari ormai la prossima partita… vediamo giovedì prossimo, ora non hai neanche la maglietta…”
” No, perché sai, io gioco nel Livorno femminile…”
“Ecco una maglietta, corri subito a cambiarti!!!”
Si schiera all’inizio una squadra che domina il campo e si mostra subito nettamente più forte, ma come spesso accade gli avversari fanno finta di non capire e segnano subito un gol. Volenteroso, il Chicco riprende la spiegazione: esempi, teorie, dimostrazioni, ma niente, gli avversari duri non capiscono e mantengono l’1-0. Dopo qualche minuto ancora, il Chicco porta la dimostrazione finale e inoppugnabile della propria superiorità con un’azione corale e bellissima che porta 2 di noi soli davanti al portiere: naturalmente l’obiettivo non è segnare, e quindi l’azione si conclude con la cosa più vicina possibile al gol, cioè con un palo. A questo punto anche una donna avrebbe capito, ma i nostri avversari erano malauguratamente tutti maschietti… Cocciutissimi, hanno continuato a tenere il vantaggio e anzi addirittura a cercare di segnare ancora (ma dico, ma vedete che c’è Giovanni in porta, ma chi ve lo fa fare di sprecare energie preziose tirando? Tanto la palla non entra, a meno che, diamine, non sia Giovanni stesso a deciderlo…).
Finalmente tanta testarda protervia fa perdere un po’ la pazienza perfino a David, che prende palla sulla fascia e lascia partire un tiro bellissimo, che si insacca proprio all’angolino basso, imprendibile.
1-1 e, direte voi, finalmente avranno capito: il Chicco è più forte, ma gentilmente vi concede il pareggio, unico risultato che ci piace veramente. Per sottolineare questa cosa il coach manda in campo 2 donne contemporaneamente, Simona e Denisa, che viene mandata in campo prima del previsto perché dopo un quarto d’ora di gioco la mamma la chiama che è ora di andare a casa… “Ancora 5 minuti…” e viene mandata in campo a sperimentare la ruvidezza degli avversari, che saranno anche dell’ARCI ragazzi, ma verso questa ragazzina non fanno proprio complimenti…
E anzi, a proposito, assistiamo a questa scena a metà del secondo tempo: Paolina vola via sulla fascia, un avversario il doppio di lei prima la ostacola col braccio, poi le tira la maglia, finalmente la sbilancia e lei tira male; poi si gira con la sua faccetta da angioletto “Ma io sono una bimba!” E lui, non so descriverne l’espressione, allarga, vagamente imbarazzato, le braccia, come a dire che insomma, sarai anche una bimba, ma non ti si tiene… O forse voleva dire che a lui non gliene fregava niente? Mah, i maschi sono spesso per me imperscrutabili….
Duri fino all’inverosimile, gli avversari non hanno ancora capito quale sia la situazione e addirittura fanno altri 2 gol, 3-1. Sconcerto nelle fila del Chicco: possibile che ancora non abbiamo capito quel che gli stiamo spiegando fin dall’inizio, ma è poi così difficile? Siamo più forti noi, vi concediamo il pareggio, tutti contenti.
Ma la pazienza non ci fa difetto: ricomincia il secondo tempo, e ricomincia la spiegazione. Questa volta, per essere più didattici ancora e cercare di chiarire al meglio il concetto, il Chicco decide di pareggiare con 2 gol segnati prima da Abramo e poi da un’altra femmina, Paolina: più chiaro di così… Giorgio, insegnante di sostegno, ci aggiunge anche un tiro fuori a porta vuota, vedete, la partita deve finire pari…
Ma i giovani d’oggi! Anche se vi sembrerà impossibile, l’ARCI segna un altro gol: 4-3. A questo punto, stremata, si riunisce la commissione didattica del Chicco e decide che il percorso formativo debba essere ancora lungo e impegnativo e non si possa esaurire in una sola serata. Decidiamo quindi di rimandare, e per chiarire ulteriormente il nostro disimpegno, a un minuto dalla fine, Giovanni commette – volontariamente s’intende – un errore di regolamento prendendo la palla con le mani quando non avrebbe potuto: punizione dal limite e 5-3… Ovvio che Giovanni la punizione l’avrebbe anche potuta parare, e ne è prova inconfutabile il fatto che nel primo tempo ha strepitosamente parato perfino un calcio di rigore!”!!
Ora si tratterà di andare a far lezione di calcio ai brasiliani…

La storia siamo noi

giugno 14, 2011

La storia siamo noi

Il 13 giugno 2011 è un giorno che tutti ricorderemo, ma che non doveva giungere inaspettato. Già 2000 anni fa Tito Livio ne scriveva con chiarezza, e le sue parole oggi acquistano tutto il loro reale significato. Rileggiamole: “Molti prodigi turbarono vaste zone in quella stagione, da cui si ricavarono i più vari presagi: nella zona di Amiterno in molti punti si erano visti di lontano, perché vestiti di bianco, fantasmi sotto aspetto umano, ma non erano venuti in contatto con nessuno degli abitanti; nel Piceno erano cadute pietre dal cielo, mentre in Gallia un lupo aveva tolto ad una sentinella la spada sfilata via dal fodero”. Eventi prodigiosi, ma il più prodigioso di tutti è quello che desta l’incredulità di Livio: ” a Roma un bambino di sei mesi figlio di un uomo libero aveva gridato nella piazza del mercato ortofrutticolo “Trionfo!”
Il povero Livio non poteva immaginare a quali eventi il bimbo si riferisse, ma noi oggi lo sappiamo.
Tutto è cominciato un paio di settimane fa, quando 2 noti nemici del popolo – Emiliano e Bersani – praticamente in contemporanea si sono ravveduti e hanno cominciato a operare per il meglio, uno sorteggiando dall’urna dei Contromondiali il Bar Crollo come nostro primo avversario, proprio per il 13 giugno; l’altro affermando che sì, beh, in effetti, pensandoci bene, quei referendum così assurdi e da non prendere in considerazione, tutto sommato forse il PD li appoggiava: “No, beh, che c’entra, certo che siamo sempre stati a favore dell’acqua e dei servizi privati, ma qui si esagera, vabbè, insomma, poi dopo si vede….” Finalmente parole chiare.
E così, certamente spinti a milioni dal carisma del leader romagnolo, masse di elettori andavano a votare, travolti dal martellante incitamento delle televisioni. E proprio mentre milioni di cittadini votavano a favore dei referendum, si potevano osservare in giro per la città note e stimate giocatrici del Bar Crollo che onoravano il nome della loro squadra, attaccandosi a bottiglioni di birra formato magnum.
Dunque, il 13 giugno: i risultati definitivi dei referendum lasciavano a bocca aperta: nonostante l’appoggio congiunto del Chicco di senape e del PD, i quesiti superavano il quorum e ottenevano una vittoria schiacciante. Una vittoria schiacciante che il Chicco – il mondo per un giorno è andato proprio alla rovescia – replicava in serata nella partita d’esordio dei Contromondiali. Alcune voci arrivano a sostenere che la squadra gialla abbia addirittura vinto 5-1, ma si sa come vanno questi momenti di entusiasmo incontrollato. Questa è una voce talmente enorme che andrà verificata con attenzione.
Epperò, chi avesse assistito all’uscita dal campo del Chicco avrebbe notato qualcosa di diverso dal solito: non il solito clima di allegria e cazzeggio, ma una certa aria mogia: che so, come un bambino di buona indole che si sia appena lasciato andare a una prepotenza su uno più piccolo di lui… David, pur di allontanarsi dalla scena del delitto il più rapidamente possibile, chiedeva un passaggio a dei semisconosciuti, Giorgio e Abramo stavano a testa china, Davide tentava addirittura di annegarsi sotto un potente getto d’acqua…
Abbiamo vinto e, come ben sappiamo, questo significa che altri hanno perso, e per aver perso contro di noi, si può immaginare il loro grado di cialtroneria, approssimazione, impreparazione. Per evitare che in futuro tutto ciò si ripeta, e certo senza alcun motivo personale, propongo la fusione con il Bar Crollo!!!

P. S. Per tutti gli intristiti dalla vittoria di ieri sera, non preoccupatevi: giovedì 23, con il Brasile, usciremo dal campo allegrissimi…
P. S. 2: Nota stonata e rimprovero aspro: i nostri avversari avevano in squadra più donne di noi; a parte la tristezza della vittoria, durante la partita ho più volte provato vergogna, vergogna che ricade intera e piena sulle donne del Chicco.

Il calcio come non l’avete mai mai visto!!

luglio 22, 2010

Ecco il video girato da Giorgio e montato da Silvia che ritrae la squadra più gialla del torneo in mirabolanti imprese calcistiche (e non).

Clicca qua!

Il Chicco vince i Mondiali Rebeldi!

luglio 16, 2010

Come pronosticato da quasi tutti gli addetti ai lavori (maghi, ciarlatani e aruspici del territorio pisano), la giallissima squadra del Chicco si è aggiudicata questa V edizione dei mondiali Rebeldi.

Sebbene alcune voci di corridoio parlino di Marocco, la controversia viene però irrefutabilmente risolta dalle foto scattate durante la cerimonia di premiazione.

Agli amici del Marocco consigliamo di pazientare,  avranno più fortuna l’anno prossimo! :D

Ricominciamo da tre

giugno 16, 2010

Il primo ad arrivare in piazza Guerrazzi è stato l’uomo dell’Istituto Astronomico Nazionale, quello che usa gli appuntamenti del Chicco per regolare l’ora astronomica ufficiale… Anche lui era commosso, alle 16.30 in punto tutti presenti e, appunto, già commossi per il solo fatto di ritrovarci lì, stesso luogo, stesse magliette gialle, stessa tremendissima puntualità.

Proprio nulla di diverso dall’anno scorso: anche l’autorità del coach era immediatamente messa in discussione, anzi ignorata, al momento di decidere la strada per arrivare in bici a Riglione: il gruppo compatto di coraggiosi ciclisti ha, senza eccezioni, preferito seguire David fra i rovi – notoriamente amici delle camere d’aria – piuttosto che Mario su una banale strada asfaltata

Nonostante i rovi, il Chicco quasi al completo è arrivato al campo con netto anticipo non solo su avversari (oops…) e arbitro, ma anche sugli addetti al campo stesso – quando si dice l’ansia…

Dopo poco giungevano i giocatori del Kossovo, inizialmente scambiati per i buttafuori di un vicino locale a causa delle contenute dimensioni fisiche.

Di un certo rilievo il momento della vestizione: decine di magliette gialle, di ogni possibile sfumatura, non sono state sufficienti a impedire che Carmine e David si presentassero in campo vestiti di un colore probabilmente inventato per l‘occasione, ma che aveva l’indubbio merito di confondersi con alcune magliette kossovare (la coppa per i più cialtroni mi sa che quest’anno ce la dobbiamo sudare…).

La coppa per il fair-play invece, nostro unico e vero obiettivo, grazie a Mario ce la siamo probabilmente già giocata. Se l’ultimo atto ufficiale dell’anno scorso è stato quello di far precipitare al suolo il trofeo al momento della consegna al Senegal (imbarazzo generale, grazie Antonio per aver fotografato e diffuso la scena, tante volte fosse sfuggita a qualcuno…), l’esordio di quest’anno non è stato da meno: Mario riceve da Davide i doni per l’arbitro (caffè Tatawelo e volantino) e per il capitano avversario (maglietta Chicco e copia della rivista), accompagnati da precise istruzioni, che saggiamente gli vengono ripetute più volte; al momento del sorteggio si avvicina sorridente ad arbitro e capitano del Kossovo, stringe mani, se la tira anche un po’ e poi consegna il caffè al capitano avversario, accompagnandolo con breve ma sentita descrizione del progetto; il capitano kossovaro è sinceramente grato, sorride e ringrazia, ma subito dopo Mario dice, testualmente “Ah no, cazzo, ho sbagliato, questo non è per te”, gli strappa il caffè dalle mani e lo dà all’arbitro (e almeno questa volta Antonio non ha potuto fotografare la faccia del malcapitato capitano avversario, allibito). Appurato al volo che uno dei ragazzi kossovari vive in piazza delle Vettovaglie e non conosce il Chicco, si comincia finalmente a giocare.

La partita, come spesso avviene, passa in secondo piano: le cose fondamentali da ricordare sono 4 ragazze in squadra e soprattutto Francesco Santoro in panchina (forse per tentare di spiegare alcuni misteri del calcio al padre…). Solo per queste 2 cose, il tasso di bellezza della squadra è assolutamente irraggiungibile da chiunque.

Il primo tempo comincia benissimo, nel senso che contrariamente al solito non becchiamo subito un paio di gol mentre stiamo ancora chiacchierando delle regole o di chi gioca e di chi sta in panca, o magari del tempo; prosegue un po’ peggio, perché a metà becchiamo 2 gol uno dietro l’altro; termina dignitosamente sullo 0-2.

Nel secondo tempo avviene una di quelle tipiche meraviglie chicchesche, per cui la squadra si scatena e nel giro di meno di 10 minuti segna 3 gol, portandosi in vantaggio, fra l’altro con azioni bellissime, passaggi di prima, Giorgio che tira in porta (nel primo tempo aveva tentato una rovesciata, ma la palla, ancora timida e poco abituata, aveva svicolato lontano). Inutile descrivere a chi non c’era le scene di entusiasmo, tutta la nutrita panchina che si è rovesciata ogni volta in campo, baci e abbracci e saltelli e complimenti anche ai lacci delle scarpe. L’entusiasmo coinvolgeva anche il pubblico e i tifosi del Chicco, non numerosi, ma caldi (beh, sempre meglio del deserto dell’anno scorso…). La partita continuava con un’altalena fino al 4-3 per il Chicco, poi tutti insistevano per l’ingresso in campo del coach, che fino a quel momento si era saggiamente tenuto in disparte, ma alla fine cedeva ed entrava in campo: in pochissimi minuti si passava al 4-5. Il finale era un generosissimo ma sfortunato assedio e la partita si concludeva così.

Se l‘anno scorso l’esordio fu caratterizzato dall’incredibile gol di testa di Silvia, anche quest’anno la prima partita ci regala un ricordo incancellabile: Carmine che segna un gol e corre fuori campo a esultare con Francesco…

Altre immagini meriterebbero una segnalazione, a cominciare dall’eterna lotta fra il nostro grande portiere Giovanni e la forza di gravità, che per una volta ha avuto la meglio: nel secondo tempo un tiro del Kossovo molto insidioso è stato deviato sul palo da Giovanni in tuffo, speriamo che questo primo contatto non sia stato troppo negativo e ci siano nuovi incontri in futuro…

Le note negative: alcuni hanno avuto più o meno paura di entrare (mi riferisco al turno del sabato pomeriggio in blocco, Vito escluso): non capiscono, gli sciocchini, che così feriscono i sentimenti dei loro compagni di squadra, che preferiscono di gran lunga, nel caso, perdere tutti insieme piuttosto che vincere da soli…

La giornata, prima di concludersi degnamente fra decine di birre all’Orzo Bruno, vedeva, come ultimo atto ufficiale, l’individuazione di Abramo come unico responsabile della sconfitta…

SOMME

giugno 24, 2009

Lunedì sera a Pisanello si è svolta l’attesissima sfida contro il Senegal: tutto già deciso, si gioca per lo spettacolo, quali squadre più adatte? Dopo un inizio in cui il Senegal mostrava un giustificato timore reverenziale nei nostri confronti (ci avevano già visti giocare, evidentemente…), il Chicco pativa il ritardo di alcune colonne della squadra e si portava, inaspettatamente, sullo 0-2, per concludere il primo tempo su un accettabilissimo 0-3. Ma nel secondo tempo il solito orgoglio dei gialli si faceva vivo, costruendo una rimonta che aveva del clamoroso e che portava il risultato fino al 3-4. A sottolineare la forza della squadra, va segnalato che andavano in gol anche Abramo e perfino Mario, al loro primo centro nel torneo, e poi Giorgio, in gol grazie a un intelligente passaggio di Silvia (intelligente perché gli ha dato la palla rasoterra, impedendogli così di provare la rovesciata volante…).

Lo spettro del tango cominciava già ad aleggiare in campo e spingeva il coach Antonio a operare dei cambi mirati, che fissavano il risultato finale sul 3-6.

Nel secondo tempo si poteva assistere alla scena che, vivrò mill’anni, non potrò dimenticare, al pari del gol di Silvia nella prima partita. Dunque, il Senegal manda in campo un nuovo elemento, che ci viene presentato come professionista in una squadra di basket: altezza e dimensioni un tantino esagerate ne sembrano degna conferma. Ovviamente, in marcatura sul gigante viene astutamente messa Cristina, e subito dalla panchina si levano incitamenti: “Vai Cristina”; poi io grido “Cristina sei più alta di lui”, finché si sente la voce di Abramo “Cristina, sei più alta dentro”… Inutile dire che la nostra mastina lo ha ben bene bastonato (nel primo tempo anche Silvia ha abbattuto un avversario 2-3 volte più grosso di lei, che donne…).

Dunque, per il Chicco il torneo è finito, è tempo di tirare qualche somma.

La prima somma che mi viene in mente è che il Chicco è stata la squadra più incredibile del torneo, ed è facile dimostrare che non si tratta di autocelebrazione, basta considerare un po’ di fatti evidenti: il Chicco è stato

1) Più democratico di Rebeldia: dov’erano, nella squadra di casa (e nelle altre…), tutte le donne che quotidianamente danno il loro contributo al progetto rebelde? Proprio nessuna aveva voglia di giocare? E tutti i discorsi sulle pari opportunità?

2) Più unito e compatto della Curva Nord: in 200 minuti di partite del Chicco non si è una sola volta sentita la voce di qualcuno che mandasse a quel paese qualcun’altro, o lo rimproverasse. Al contrario, la panchina del Chicco è stata di gran lunga la più compatta e continua nell’incitamento verso chi giocava, e tutti quanti sempre a complimentarsi a vicenda e a festeggiarsi al minimo straccio di occasione…

3) Più fricchettone della Tazza d’oro… Qui non servono spiegazioni…

4) Più allegro e spensierato degli africani: abbiamo sempre giocato tutti, non importava chi era più bravo e chi meno, non importava se si stava vincendo o perdendo, qualcuno (non faccio nomi…) arrivava a fine partita senza nemmeno sapere bene il risultato! E sempre tutti col sorriso sulle labbra.

Se poi aggiungiamo alcune pregevoli prestazioni e l’assoluto fair-play mostrato in ogni occasione, non serve un matematico per tirare le somme e ammettere tranquillamente che, in una parola, il Chicco è stata la squadra più bella del torneo!!!

Volendo poi fare somme più aride, potremmo anche baloccarci con la considerazione che abbiamo fatto meglio, nel complesso, di varie squadre, fra cui, duole proprio doverlo rammentare, i Pappagalli verdi… Già, entrambi con un punto in classifica, ma i Pappagalli schiacciati dalla nostra differenza reti (-7), nettamente migliore della loro (-8). Ma niente paura, nella prossima edizione dei mondiali rebeldi, dopo un anno di duri allenamenti, potranno certo fare meglio!

In conclusione, non mi resta che ringraziarvi tutti. Non mi divertivo così tanto a giocare a palla dall’89 del secolo scorso…

Mario

FESTA

giugno 16, 2009

Una serata ricca di spunti quella che ha visto il Chicco affrontare il suo terzo impegno nei mondiali Rebeldi; anche questa volta, come ormai sta diventando abitudine, la squadra gialla lascia un’impronta di serenità e sportività assolutamente contagiose. Ma andiamo con ordine: l’inizio non appare dei migliori, stanno giocando Senegal e Tazza d’oro e la partita termina in pareggio, risultato non troppo vantaggioso per le residue speranze del Chicco. E’ a questo punto che si verifica l’increscioso incidente che vede protagonisti un paio di giocatori del Senegal e l’arbitro, con gli animi che si scaldano eccessivamente e fatti su cui preferiamo sorvolare… Niente paura, la buona sorte che evidentemente accompagna i contromondiali di Rebeldia vuole che la squadra a scendere in campo subito dopo – con lo stesso arbitro! – sia proprio il Chicco: quale compagine si può immaginare più adatta a ristabilire immediatamente – in campo e in tutto il torneo – la giusta atmosfera di sportività e di scanzonata allegria? Le 9 magliette gialle che scorrazzano in campo durante il riscaldamento – fra cui le 2 magliette che hanno l’onore di rivestire le 2 sempre presenti giocatrici Cristina e Silvia – sono capaci di sciogliere immediatamente la tensione e la brutta atmosfera che si era andata creando.

Ma non è finita qui: la squadra avversaria – i campioni in carica della Curva Nord – si presenta con circa mezz’ora di ritardo. Regolamento alla mano, il Chicco potrebbe chiedere e ottenere la vittoria a tavolino per 3-0, ma chi ha seguito almeno un po’ le gesta della squadra si potrà immaginare, a ragione, che non è proprio il caso di temere un’eventualità del genere. Ai nostri avversari viene concesso tutto il tempo di cui hanno bisogno per prepararsi e cominciare la partita. Se dovesse essere istituito un premio per la squadra che meglio ha saputo interpretare lo spirito del torneo, credo che difficilmente questo potrebbe essere assegnato a un’altra squadra.

Ora si comincia a giocare! Come al solito la partenza è un po’ lenta e il Chicco deve subito rimontare un gol al passivo, privo fra l’altro di Elisa – oggi assente – e soprattutto di uno dei suoi stranieri, Antonio, che dovrà saltare tutto il resto del torneo per un infortunio. Il primo tempo va avanti in una continua altalena di emozioni e di sorpassi, col Chicco prima 2 volte in svantaggio, poi 2 volte in vantaggio, per 3-2 e 4-3, fino alla sfortunata deviazione su punizione che fissa il risultato prima dell’intervallo sul 4-4. Tutti bravi, ma non mi sembrerà di sottolineare mai abbastanza le prestazioni di Silvia e Cristina, ormai colonne fisse della squadra, e farò anche menzione di ciò che ci era mancato nella precedente partita e oggi abbiamo ritrovato: la rovesciata volante di Giorgio, che l’insensibile portiere avversario ha creduto suo dovere parare.

Nella ripresa si devono registrare vari episodi sfortunati: dapprima un clamoroso palo di Alberto, con un gran tiro che avrebbe davvero meritato miglior sorte; poi una strepitosa azione corale che ha portato Giorgio a tu per tu col portiere che, saltato dal nostro eroe ormai solo a porta vuota, lo atterrava fallosamente e antisportivamente, evitando così un gol ormai fatto; infine l’autolesionistica determinazione a mettere in campo anche Mario (un anziano semi disabile, ma questa squadra veramente interpreta lo spirito del torneo fin troppo alla lettera…), che portava a subire un paio di gol in pochi minuti.

Sul 4-6 a meno di 10 minuti dal termine, per la prima volta nel torneo il Chicco schierava in campo quella che potremmo definire la formazione migliore, e regalava così agli spettatori un finale palpitante. Le maglie color del sole si rovesciavano in avanti con furia, in pochi minuti, dopo varie occasioni, riuscivano a segnare il gol del 5-6, nel finale stringevano d’assedio la porta della Curva Nord; solo la sfortuna impediva di conseguire il meritatissimo pareggio, nonostante lo sforzo massimo della squadra e il continuo, corale, commovente incitamento di tutta la panchina. La partita si chiudeva così con una sconfitta di misura che però, mi pare, ha l’indiscutibile merito di sancire definitivamente il valore della squadra, capace di misurarsi ad armi pari con chiunque e di dimostrare che il pareggio di mercoledì scorso non era stato un caso. Credo di poter aggiungere che già dalla prossima edizione tutti quanti dovranno fare i conti con una nuova realtà calcistica…

Lascio però i bilanci alla prossima partita, quella conclusiva, che vedrà il Chicco opposto al Senegal, lunedì 22 alle 19.30. Probabilmente la squadra africana sarà già qualificata, e sarà l’occasione per festeggiare tutti insieme l’ottimo cammino del Chicco in questo torneo e le speranze di vittoria finale dei fortissimi senegalesi: ancora una volta, ancora di più, una festa in cui le maglie gialle del Chicco avranno una parte importante…

P. S. Voci di corridoio, ma autorevolissime, parlano di un adeguato riconoscimento per l’exploit della squadra che schiera nelle sue fila quella che attualmente è l’unica goleador femminile del torneo…

Mario

Uragano di Senape!

giugno 12, 2009

Non è facile lasciare un resoconto della serata del 10 giugno al campo Arci di Riglione-Oratoio – Pisanello. Forse è ancora troppo presto per guardare le cose con obiettività, ma si può affermare con serenità che si è trattato della serata più memorabile della storia – pur lunga – del Chicco di senape. Nove intrepidi giocatori, fra cui ben tre donne-ragazze-femmine, erano chiamati ad affrontare nientemeno che la squadra che aveva sconfitto, 2 giorni prima, i campioni in carica. Dopo la discreta prova d’esordio, l’obiettivo era continuare con un’esibizione dignitosa, ma la serata è stata un susseguirsi di trionfi.

Il primo, e forse più importante, di questi trionfi lo abbiamo registrato addirittura prima dell’inizio della partita, una storia commovente che meriterebbe almeno Dickens come narratore. Dunque, il fatto è questo: una valorosa ragazza appassionata di football, di cui la cronaca tace il nome, aveva, alla vigilia dei mondiali, chiesto alla Tazza d’Oro, la squadra nostra avversaria, di poter giocare con loro; la poverina ne aveva ottenuto un rifiuto, sulle cui motivazioni sarebbe facile, ma anche doloroso, avanzare delle ipotesi: luoghi comuni su donne e calcio, una sorta di strisciante razzismo antifemminile. Ma non bisogna sottovalutare mai la forza di trascinamento provocata dall’azione dei precursori: la fama della squadra mista del Chicco di Senape e delle imprese compiute dalle sue donne (tutti avremo ancora a lungo negli occhi il leggendario gol di Silvia) ha ottenuto ciò che le preghiere della nostra aspirante giocatrice non avevano potuto ottenere: in occasione della partita contro di noi, la Tazza d’oro ha deciso infatti di convocare anche la protagonista di questa storia a lieto fine. Grazie alla tenacia del Chicco, quindi, nel difendere la scelta della squadra mista, vediamo che già si sono aperte le prime crepe nel muro di incomprensibile ostilità antifemminile…

Potrebbe già bastare così, anche senza scendere in campo. Ma il Chicco, ieri sera, in campo ci è sceso, eccome! Non starò a dilungarmi troppo nel raccontare l’andamento dell’incontro, perché chi non era presente difficilmente potrà rendersi conto degli eventi. La squadra, priva fra l’altro di colonne importanti come Giorgio e Antonio, ha disputato un primo tempo al limite della perfezione, offrendo uno spettacolo travolgente. Dopo il solito inizio timido, in cui il nostro portiere Giovanni ha potuto mettere in luce tutte le sue doti, le nostre punte si sono scatenate: dopo meno di 20 minuti il risultato, nell’incredulità generale, era di 4-0 in nostro favore! Le folate offensive di Alberto e David e le sgroppate da una parte all’altra del campo di Davide hanno annichilito i nostri avversari, che hanno pagato duramente l’errore di prenderci sottogamba (gli incauti). D’altro canto, le nostre ragazze, presenti a turno in campo per l’intero primo tempo, hanno dimostrato tutto il loro valore, cancellando la malcapitata giocatrice avversaria. In particolare Cristina è stata implacabile contro tutti gli attaccanti avversari, un vero e proprio muro in difesa. Neanche l’ingresso in campo di Mario, a metà del primo tempo, riusciva a rallentare l’azione martellante del Chicco. Che spettacolo! Il primo tempo si chiudeva però coi primi segni di risveglio della Tazza, che prima dell’intervallo riusciva a portarsi sul 4-1. Da notare che già dalla metà del primo tempo, e per tutto il resto della partita, con una scelta eticamente discutibile, la Tazza aveva relegato la sua giocatrice in panchina.

Il secondo tempo si apriva con lo sforzo massimo della Tazza in cerca della rimonta e col Chicco che pagava duramente la panchina corta, e qui le assenze si sono fatte sentire. Poco dopo la metà del tempo la Tazza aveva raggiunto il pareggio e si profilava una sconfitta beffarda, ma in questa serata davvero magica le sorprese non erano ancora finite: il Chicco aveva la forza addirittura di portarsi nuovamente in vantaggio con un gran gol di Alberto, che veniva però presto pareggiato dalla Tazza. Sul 5-5 a pochi minuti dalla fine, il Chicco stringeva i denti e resisteva agli assalti finali degli avversari, portando a casa un pareggio memorabile.

In questo difficile secondo tempo bisogna segnalare, specie nella parte finale, la resistenza accanita della squadra in difesa, dove Abramo mulinava le sue leve lunghe intercettando decine di palloni (a un certo punto, ferito a un ginocchio, era costretto dall’arbitro ad allontanarsi dal campo contro la sua volontà, l’eroico!) e Cristina confermava la sua serata di grazia. A proposito, anche nel sofferto secondo tempo, quasi sempre il Chicco ha schierato almeno una donna in campo, con la solita ottima prestazione di Silvia e con l’esordio brillantissimo di Elisa, un po’ intimidita all’inizio, ma poi anch’essa molto efficace in difesa. Da segnalare anche 2 falli al limite dell’area da parte del portiere avversario non fischiati dall’arbitro (ma le entrate frontali in scivolata non erano vietate?)

Che dire di più? Ancora una volta, e mai come ieri sera, gli assenti hanno avuto torto. e le altre squadre del girone sono avvisate: sottovalutare il Chicco può essere molto pericoloso…

Mario

10 piccoli indiani (e indiane)

giugno 10, 2009

I nostri piccoli indiani hanno dato fin dall’inizio un’evidente dimostrazione della loro determinazione: per la prima volta, credo, nella ventennale storia del Chicco, tutti sono arrivati più o meno puntuali a un appuntamento!!! Il tempo di riprendersi dalla sorpresa, ed eravamo già al campo di Riglione-Oratoio-Pisanello (chiaro tentativo di depistarci dando a uno sputo di paese 3 nomi diversi…). ma la serie delle sorprese non era ancora finita: contro ogni previsione (mia) la squadra è stata in grado di schierarsi con magliette dello stesso colore (non sono ammessi commenti femminili sulle varie sfumature…) e pantaloncini vagamente somiglianti fra loro. Antonio si è perfino ricordato di portare i tatawelo e i volantini da dare agli avversari – anche in questo caso, rompendo una consolidata tradizione di cialtroneria chicchesca che affonda le sue radici già negli anni ’90.

Recuperati al mercato nero un paio di guanti per il nostro portiere, che sfoggiava un audacissimo paio di occhiali, scattava tutta una serie di trappole per ingannare i nostri avversari e far loro credere di avere di fronte dei novellini: geniale la mossa di chiedere 2 minuti di tempo per farsi spiegare le regole dall’arbitro, come fosse la prima volta che vedessimo un pallone in vita nostra; e geniale anche lo stupore palesato dai più quando, all’inizio, si è capito che solo 5 di noi potevano restare in campo, mentre gli altri dovevano andare in panchina; ma si può capire, non è per niente democratico (e nemmeno fricchettone) che alcuni giochino e gli altri debbano stare in disparte a guardare. Per completare l’opera, abbiamo schierato anche delle donne (che in questo ambito di solito vengono definite femmine, con una terminologia che rimane inalterata fin dalla pre-adolescenza). Questa non era una trappola, ma la nostra arma segreta, come si vedrà più avanti, e il frutto della nostra convinzione che le donne portino sempre e comunque qualcosa in più…

Ecco, adesso comincia la partita, dell’esito della quale interessa poco: abbiamo resistito stoicamente per alcuni minuti sullo 0-0, giocando allegramente senza schemi né preoccupazioni (sarebbe ingeneroso darne la responsabilità all’allenatore…) e poi abbiamo pian piano preso coraggio. Mi sembra evidente che il dignitosissimo 0-2 con cui si è chiuso il primo tempo fosse un po’ bugiardo, visti i 2 pali colpiti dal Chicco; da segnalare anche la scorrettezza degli avversari, che per tutto il primo tempo hanno impedito a Giorgio di fare rovesciate volanti, unico scopo del suo viaggio a Riglione.

Il secondo tempo è stato certamente più emozionante, dovendosi registrare il primo gol del Chicco – autore Antonio, che un’attentissima giuria riunitasi in serata insieme a svariate birre ha eletto “man of the match” -, ma soprattutto essendo avvenuto l’evento più memorabile di tutte le edizioni passate e future dei contromondiali di Rebeldia: qualcosa che, ne sono sicuro, incrementerà il fatturato del Chicco il prossimo anno e ne aumenterà la popolarità. Proverò a descrivere gli eventi, ma non sarà facile esserne all’altezza.

Dunque: si era su un pur sempre onorevole 1-5, quando Alberto, dalla nostra difesa, tentava un lancio lungo a scavalcare gli avversari: palla troppo lunga per tutti, che spiove verso l’area avversaria, presidiata dal portiere e da un difensore, entrambi alti come 2 giganti, certamente sopra i 2 metri. Azione finita, direte voi che, colpevolmente, non eravate al campo a sostenere il chicco (vergogna!). E invece no: chi era presente ha potuto vedere una piccola freccia scura chiamata Silvia che, dall’alto del suo 1,55 cm – e mezzo – di altitudine saltava in anticipo su portiere e difensore – basiti – e colpiva la palla con una girata di testa che le imprimeva una traiettoria a spiovere che scavalcava i 2 giganti allibiti e terminava in fondo al sacco. Sono orgoglioso di avere assistito, immobile come sempre in mezzo al campo, a questa scena che resterà la più memorabile nella storia dei contro mondiali 2009. Tutta la squadra, panca compresa, si è rovesciata in campo a festeggiare e i moltissimi spettatori (nessuno del chicco, vergogna di nuovo) un minuto dopo stavano ancora applaudendo. Finalmente so cosa raccontare ai miei nipoti quando sarò anziano…

Contro ogni logica però l’arbitro, invece di far valere questo gol almeno per 3, gli attribuiva lo stesso valore di tutti gli altri, e quindi, dopo aver colpito un altro palo, la partita si concludeva sul 2-5. Ma i risultati sono già notevoli per il Chicco: la squadra formata dai giocatori più belli, la squadra più variopinta, e soprattutto la squadra con la prima donna goleador della storia dei mondiali rebeldi, nonché capocannoniera assoluta femminile del torneo.

Quindi un plauso a tutti e tutte – molto brava anche Cristina nel mordere le caviglie agli avversari – e alla prossima puntata per l’analisi tecnica, di cui suppongo non freghi niente a nessuno…

P. S. Ehm, apprendo ora che i nostri avversari – che ci hanno sconfitto 5-2 – ieri sera hanno perso 2-7 col Senegal… vabbè…

Mario

Hello world!

giugno 8, 2009

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