Lunedì sera a Pisanello si è svolta l’attesissima sfida contro il Senegal: tutto già deciso, si gioca per lo spettacolo, quali squadre più adatte? Dopo un inizio in cui il Senegal mostrava un giustificato timore reverenziale nei nostri confronti (ci avevano già visti giocare, evidentemente…), il Chicco pativa il ritardo di alcune colonne della squadra e si portava, inaspettatamente, sullo 0-2, per concludere il primo tempo su un accettabilissimo 0-3. Ma nel secondo tempo il solito orgoglio dei gialli si faceva vivo, costruendo una rimonta che aveva del clamoroso e che portava il risultato fino al 3-4. A sottolineare la forza della squadra, va segnalato che andavano in gol anche Abramo e perfino Mario, al loro primo centro nel torneo, e poi Giorgio, in gol grazie a un intelligente passaggio di Silvia (intelligente perché gli ha dato la palla rasoterra, impedendogli così di provare la rovesciata volante…).
Lo spettro del tango cominciava già ad aleggiare in campo e spingeva il coach Antonio a operare dei cambi mirati, che fissavano il risultato finale sul 3-6.
Nel secondo tempo si poteva assistere alla scena che, vivrò mill’anni, non potrò dimenticare, al pari del gol di Silvia nella prima partita. Dunque, il Senegal manda in campo un nuovo elemento, che ci viene presentato come professionista in una squadra di basket: altezza e dimensioni un tantino esagerate ne sembrano degna conferma. Ovviamente, in marcatura sul gigante viene astutamente messa Cristina, e subito dalla panchina si levano incitamenti: “Vai Cristina”; poi io grido “Cristina sei più alta di lui”, finché si sente la voce di Abramo “Cristina, sei più alta dentro”… Inutile dire che la nostra mastina lo ha ben bene bastonato (nel primo tempo anche Silvia ha abbattuto un avversario 2-3 volte più grosso di lei, che donne…).
Dunque, per il Chicco il torneo è finito, è tempo di tirare qualche somma.
La prima somma che mi viene in mente è che il Chicco è stata la squadra più incredibile del torneo, ed è facile dimostrare che non si tratta di autocelebrazione, basta considerare un po’ di fatti evidenti: il Chicco è stato
1) Più democratico di Rebeldia: dov’erano, nella squadra di casa (e nelle altre…), tutte le donne che quotidianamente danno il loro contributo al progetto rebelde? Proprio nessuna aveva voglia di giocare? E tutti i discorsi sulle pari opportunità?
2) Più unito e compatto della Curva Nord: in 200 minuti di partite del Chicco non si è una sola volta sentita la voce di qualcuno che mandasse a quel paese qualcun’altro, o lo rimproverasse. Al contrario, la panchina del Chicco è stata di gran lunga la più compatta e continua nell’incitamento verso chi giocava, e tutti quanti sempre a complimentarsi a vicenda e a festeggiarsi al minimo straccio di occasione…
3) Più fricchettone della Tazza d’oro… Qui non servono spiegazioni…
4) Più allegro e spensierato degli africani: abbiamo sempre giocato tutti, non importava chi era più bravo e chi meno, non importava se si stava vincendo o perdendo, qualcuno (non faccio nomi…) arrivava a fine partita senza nemmeno sapere bene il risultato! E sempre tutti col sorriso sulle labbra.
Se poi aggiungiamo alcune pregevoli prestazioni e l’assoluto fair-play mostrato in ogni occasione, non serve un matematico per tirare le somme e ammettere tranquillamente che, in una parola, il Chicco è stata la squadra più bella del torneo!!!
Volendo poi fare somme più aride, potremmo anche baloccarci con la considerazione che abbiamo fatto meglio, nel complesso, di varie squadre, fra cui, duole proprio doverlo rammentare, i Pappagalli verdi… Già, entrambi con un punto in classifica, ma i Pappagalli schiacciati dalla nostra differenza reti (-7), nettamente migliore della loro (-8). Ma niente paura, nella prossima edizione dei mondiali rebeldi, dopo un anno di duri allenamenti, potranno certo fare meglio!
In conclusione, non mi resta che ringraziarvi tutti. Non mi divertivo così tanto a giocare a palla dall’89 del secolo scorso…
Mario