SOMME

Giugno 24, 2009 di chiccomundial

Lunedì sera a Pisanello si è svolta l’attesissima sfida contro il Senegal: tutto già deciso, si gioca per lo spettacolo, quali squadre più adatte? Dopo un inizio in cui il Senegal mostrava un giustificato timore reverenziale nei nostri confronti (ci avevano già visti giocare, evidentemente…), il Chicco pativa il ritardo di alcune colonne della squadra e si portava, inaspettatamente, sullo 0-2, per concludere il primo tempo su un accettabilissimo 0-3. Ma nel secondo tempo il solito orgoglio dei gialli si faceva vivo, costruendo una rimonta che aveva del clamoroso e che portava il risultato fino al 3-4. A sottolineare la forza della squadra, va segnalato che andavano in gol anche Abramo e perfino Mario, al loro primo centro nel torneo, e poi Giorgio, in gol grazie a un intelligente passaggio di Silvia (intelligente perché gli ha dato la palla rasoterra, impedendogli così di provare la rovesciata volante…).

Lo spettro del tango cominciava già ad aleggiare in campo e spingeva il coach Antonio a operare dei cambi mirati, che fissavano il risultato finale sul 3-6.

Nel secondo tempo si poteva assistere alla scena che, vivrò mill’anni, non potrò dimenticare, al pari del gol di Silvia nella prima partita. Dunque, il Senegal manda in campo un nuovo elemento, che ci viene presentato come professionista in una squadra di basket: altezza e dimensioni un tantino esagerate ne sembrano degna conferma. Ovviamente, in marcatura sul gigante viene astutamente messa Cristina, e subito dalla panchina si levano incitamenti: “Vai Cristina”; poi io grido “Cristina sei più alta di lui”, finché si sente la voce di Abramo “Cristina, sei più alta dentro”… Inutile dire che la nostra mastina lo ha ben bene bastonato (nel primo tempo anche Silvia ha abbattuto un avversario 2-3 volte più grosso di lei, che donne…).

Dunque, per il Chicco il torneo è finito, è tempo di tirare qualche somma.

La prima somma che mi viene in mente è che il Chicco è stata la squadra più incredibile del torneo, ed è facile dimostrare che non si tratta di autocelebrazione, basta considerare un po’ di fatti evidenti: il Chicco è stato

1) Più democratico di Rebeldia: dov’erano, nella squadra di casa (e nelle altre…), tutte le donne che quotidianamente danno il loro contributo al progetto rebelde? Proprio nessuna aveva voglia di giocare? E tutti i discorsi sulle pari opportunità?

2) Più unito e compatto della Curva Nord: in 200 minuti di partite del Chicco non si è una sola volta sentita la voce di qualcuno che mandasse a quel paese qualcun’altro, o lo rimproverasse. Al contrario, la panchina del Chicco è stata di gran lunga la più compatta e continua nell’incitamento verso chi giocava, e tutti quanti sempre a complimentarsi a vicenda e a festeggiarsi al minimo straccio di occasione…

3) Più fricchettone della Tazza d’oro… Qui non servono spiegazioni…

4) Più allegro e spensierato degli africani: abbiamo sempre giocato tutti, non importava chi era più bravo e chi meno, non importava se si stava vincendo o perdendo, qualcuno (non faccio nomi…) arrivava a fine partita senza nemmeno sapere bene il risultato! E sempre tutti col sorriso sulle labbra.

Se poi aggiungiamo alcune pregevoli prestazioni e l’assoluto fair-play mostrato in ogni occasione, non serve un matematico per tirare le somme e ammettere tranquillamente che, in una parola, il Chicco è stata la squadra più bella del torneo!!!

Volendo poi fare somme più aride, potremmo anche baloccarci con la considerazione che abbiamo fatto meglio, nel complesso, di varie squadre, fra cui, duole proprio doverlo rammentare, i Pappagalli verdi… Già, entrambi con un punto in classifica, ma i Pappagalli schiacciati dalla nostra differenza reti (-7), nettamente migliore della loro (-8). Ma niente paura, nella prossima edizione dei mondiali rebeldi, dopo un anno di duri allenamenti, potranno certo fare meglio!

In conclusione, non mi resta che ringraziarvi tutti. Non mi divertivo così tanto a giocare a palla dall’89 del secolo scorso…

Mario

FESTA

Giugno 16, 2009 di chiccomundial

Una serata ricca di spunti quella che ha visto il Chicco affrontare il suo terzo impegno nei mondiali Rebeldi; anche questa volta, come ormai sta diventando abitudine, la squadra gialla lascia un’impronta di serenità e sportività assolutamente contagiose. Ma andiamo con ordine: l’inizio non appare dei migliori, stanno giocando Senegal e Tazza d’oro e la partita termina in pareggio, risultato non troppo vantaggioso per le residue speranze del Chicco. E’ a questo punto che si verifica l’increscioso incidente che vede protagonisti un paio di giocatori del Senegal e l’arbitro, con gli animi che si scaldano eccessivamente e fatti su cui preferiamo sorvolare… Niente paura, la buona sorte che evidentemente accompagna i contromondiali di Rebeldia vuole che la squadra a scendere in campo subito dopo – con lo stesso arbitro! – sia proprio il Chicco: quale compagine si può immaginare più adatta a ristabilire immediatamente – in campo e in tutto il torneo – la giusta atmosfera di sportività e di scanzonata allegria? Le 9 magliette gialle che scorrazzano in campo durante il riscaldamento – fra cui le 2 magliette che hanno l’onore di rivestire le 2 sempre presenti giocatrici Cristina e Silvia – sono capaci di sciogliere immediatamente la tensione e la brutta atmosfera che si era andata creando.

Ma non è finita qui: la squadra avversaria – i campioni in carica della Curva Nord – si presenta con circa mezz’ora di ritardo. Regolamento alla mano, il Chicco potrebbe chiedere e ottenere la vittoria a tavolino per 3-0, ma chi ha seguito almeno un po’ le gesta della squadra si potrà immaginare, a ragione, che non è proprio il caso di temere un’eventualità del genere. Ai nostri avversari viene concesso tutto il tempo di cui hanno bisogno per prepararsi e cominciare la partita. Se dovesse essere istituito un premio per la squadra che meglio ha saputo interpretare lo spirito del torneo, credo che difficilmente questo potrebbe essere assegnato a un’altra squadra.

Ora si comincia a giocare! Come al solito la partenza è un po’ lenta e il Chicco deve subito rimontare un gol al passivo, privo fra l’altro di Elisa – oggi assente – e soprattutto di uno dei suoi stranieri, Antonio, che dovrà saltare tutto il resto del torneo per un infortunio. Il primo tempo va avanti in una continua altalena di emozioni e di sorpassi, col Chicco prima 2 volte in svantaggio, poi 2 volte in vantaggio, per 3-2 e 4-3, fino alla sfortunata deviazione su punizione che fissa il risultato prima dell’intervallo sul 4-4. Tutti bravi, ma non mi sembrerà di sottolineare mai abbastanza le prestazioni di Silvia e Cristina, ormai colonne fisse della squadra, e farò anche menzione di ciò che ci era mancato nella precedente partita e oggi abbiamo ritrovato: la rovesciata volante di Giorgio, che l’insensibile portiere avversario ha creduto suo dovere parare.

Nella ripresa si devono registrare vari episodi sfortunati: dapprima un clamoroso palo di Alberto, con un gran tiro che avrebbe davvero meritato miglior sorte; poi una strepitosa azione corale che ha portato Giorgio a tu per tu col portiere che, saltato dal nostro eroe ormai solo a porta vuota, lo atterrava fallosamente e antisportivamente, evitando così un gol ormai fatto; infine l’autolesionistica determinazione a mettere in campo anche Mario (un anziano semi disabile, ma questa squadra veramente interpreta lo spirito del torneo fin troppo alla lettera…), che portava a subire un paio di gol in pochi minuti.

Sul 4-6 a meno di 10 minuti dal termine, per la prima volta nel torneo il Chicco schierava in campo quella che potremmo definire la formazione migliore, e regalava così agli spettatori un finale palpitante. Le maglie color del sole si rovesciavano in avanti con furia, in pochi minuti, dopo varie occasioni, riuscivano a segnare il gol del 5-6, nel finale stringevano d’assedio la porta della Curva Nord; solo la sfortuna impediva di conseguire il meritatissimo pareggio, nonostante lo sforzo massimo della squadra e il continuo, corale, commovente incitamento di tutta la panchina. La partita si chiudeva così con una sconfitta di misura che però, mi pare, ha l’indiscutibile merito di sancire definitivamente il valore della squadra, capace di misurarsi ad armi pari con chiunque e di dimostrare che il pareggio di mercoledì scorso non era stato un caso. Credo di poter aggiungere che già dalla prossima edizione tutti quanti dovranno fare i conti con una nuova realtà calcistica…

Lascio però i bilanci alla prossima partita, quella conclusiva, che vedrà il Chicco opposto al Senegal, lunedì 22 alle 19.30. Probabilmente la squadra africana sarà già qualificata, e sarà l’occasione per festeggiare tutti insieme l’ottimo cammino del Chicco in questo torneo e le speranze di vittoria finale dei fortissimi senegalesi: ancora una volta, ancora di più, una festa in cui le maglie gialle del Chicco avranno una parte importante…

P. S. Voci di corridoio, ma autorevolissime, parlano di un adeguato riconoscimento per l’exploit della squadra che schiera nelle sue fila quella che attualmente è l’unica goleador femminile del torneo…

Mario

Uragano di Senape!

Giugno 12, 2009 di chiccomundial

Non è facile lasciare un resoconto della serata del 10 giugno al campo Arci di Riglione-Oratoio – Pisanello. Forse è ancora troppo presto per guardare le cose con obiettività, ma si può affermare con serenità che si è trattato della serata più memorabile della storia – pur lunga – del Chicco di senape. Nove intrepidi giocatori, fra cui ben tre donne-ragazze-femmine, erano chiamati ad affrontare nientemeno che la squadra che aveva sconfitto, 2 giorni prima, i campioni in carica. Dopo la discreta prova d’esordio, l’obiettivo era continuare con un’esibizione dignitosa, ma la serata è stata un susseguirsi di trionfi.

Il primo, e forse più importante, di questi trionfi lo abbiamo registrato addirittura prima dell’inizio della partita, una storia commovente che meriterebbe almeno Dickens come narratore. Dunque, il fatto è questo: una valorosa ragazza appassionata di football, di cui la cronaca tace il nome, aveva, alla vigilia dei mondiali, chiesto alla Tazza d’Oro, la squadra nostra avversaria, di poter giocare con loro; la poverina ne aveva ottenuto un rifiuto, sulle cui motivazioni sarebbe facile, ma anche doloroso, avanzare delle ipotesi: luoghi comuni su donne e calcio, una sorta di strisciante razzismo antifemminile. Ma non bisogna sottovalutare mai la forza di trascinamento provocata dall’azione dei precursori: la fama della squadra mista del Chicco di Senape e delle imprese compiute dalle sue donne (tutti avremo ancora a lungo negli occhi il leggendario gol di Silvia) ha ottenuto ciò che le preghiere della nostra aspirante giocatrice non avevano potuto ottenere: in occasione della partita contro di noi, la Tazza d’oro ha deciso infatti di convocare anche la protagonista di questa storia a lieto fine. Grazie alla tenacia del Chicco, quindi, nel difendere la scelta della squadra mista, vediamo che già si sono aperte le prime crepe nel muro di incomprensibile ostilità antifemminile…

Potrebbe già bastare così, anche senza scendere in campo. Ma il Chicco, ieri sera, in campo ci è sceso, eccome! Non starò a dilungarmi troppo nel raccontare l’andamento dell’incontro, perché chi non era presente difficilmente potrà rendersi conto degli eventi. La squadra, priva fra l’altro di colonne importanti come Giorgio e Antonio, ha disputato un primo tempo al limite della perfezione, offrendo uno spettacolo travolgente. Dopo il solito inizio timido, in cui il nostro portiere Giovanni ha potuto mettere in luce tutte le sue doti, le nostre punte si sono scatenate: dopo meno di 20 minuti il risultato, nell’incredulità generale, era di 4-0 in nostro favore! Le folate offensive di Alberto e David e le sgroppate da una parte all’altra del campo di Davide hanno annichilito i nostri avversari, che hanno pagato duramente l’errore di prenderci sottogamba (gli incauti). D’altro canto, le nostre ragazze, presenti a turno in campo per l’intero primo tempo, hanno dimostrato tutto il loro valore, cancellando la malcapitata giocatrice avversaria. In particolare Cristina è stata implacabile contro tutti gli attaccanti avversari, un vero e proprio muro in difesa. Neanche l’ingresso in campo di Mario, a metà del primo tempo, riusciva a rallentare l’azione martellante del Chicco. Che spettacolo! Il primo tempo si chiudeva però coi primi segni di risveglio della Tazza, che prima dell’intervallo riusciva a portarsi sul 4-1. Da notare che già dalla metà del primo tempo, e per tutto il resto della partita, con una scelta eticamente discutibile, la Tazza aveva relegato la sua giocatrice in panchina.

Il secondo tempo si apriva con lo sforzo massimo della Tazza in cerca della rimonta e col Chicco che pagava duramente la panchina corta, e qui le assenze si sono fatte sentire. Poco dopo la metà del tempo la Tazza aveva raggiunto il pareggio e si profilava una sconfitta beffarda, ma in questa serata davvero magica le sorprese non erano ancora finite: il Chicco aveva la forza addirittura di portarsi nuovamente in vantaggio con un gran gol di Alberto, che veniva però presto pareggiato dalla Tazza. Sul 5-5 a pochi minuti dalla fine, il Chicco stringeva i denti e resisteva agli assalti finali degli avversari, portando a casa un pareggio memorabile.

In questo difficile secondo tempo bisogna segnalare, specie nella parte finale, la resistenza accanita della squadra in difesa, dove Abramo mulinava le sue leve lunghe intercettando decine di palloni (a un certo punto, ferito a un ginocchio, era costretto dall’arbitro ad allontanarsi dal campo contro la sua volontà, l’eroico!) e Cristina confermava la sua serata di grazia. A proposito, anche nel sofferto secondo tempo, quasi sempre il Chicco ha schierato almeno una donna in campo, con la solita ottima prestazione di Silvia e con l’esordio brillantissimo di Elisa, un po’ intimidita all’inizio, ma poi anch’essa molto efficace in difesa. Da segnalare anche 2 falli al limite dell’area da parte del portiere avversario non fischiati dall’arbitro (ma le entrate frontali in scivolata non erano vietate?)

Che dire di più? Ancora una volta, e mai come ieri sera, gli assenti hanno avuto torto. e le altre squadre del girone sono avvisate: sottovalutare il Chicco può essere molto pericoloso…

Mario

10 piccoli indiani (e indiane)

Giugno 10, 2009 di chiccomundial

I nostri piccoli indiani hanno dato fin dall’inizio un’evidente dimostrazione della loro determinazione: per la prima volta, credo, nella ventennale storia del Chicco, tutti sono arrivati più o meno puntuali a un appuntamento!!! Il tempo di riprendersi dalla sorpresa, ed eravamo già al campo di Riglione-Oratoio-Pisanello (chiaro tentativo di depistarci dando a uno sputo di paese 3 nomi diversi…). ma la serie delle sorprese non era ancora finita: contro ogni previsione (mia) la squadra è stata in grado di schierarsi con magliette dello stesso colore (non sono ammessi commenti femminili sulle varie sfumature…) e pantaloncini vagamente somiglianti fra loro. Antonio si è perfino ricordato di portare i tatawelo e i volantini da dare agli avversari – anche in questo caso, rompendo una consolidata tradizione di cialtroneria chicchesca che affonda le sue radici già negli anni ‘90.

Recuperati al mercato nero un paio di guanti per il nostro portiere, che sfoggiava un audacissimo paio di occhiali, scattava tutta una serie di trappole per ingannare i nostri avversari e far loro credere di avere di fronte dei novellini: geniale la mossa di chiedere 2 minuti di tempo per farsi spiegare le regole dall’arbitro, come fosse la prima volta che vedessimo un pallone in vita nostra; e geniale anche lo stupore palesato dai più quando, all’inizio, si è capito che solo 5 di noi potevano restare in campo, mentre gli altri dovevano andare in panchina; ma si può capire, non è per niente democratico (e nemmeno fricchettone) che alcuni giochino e gli altri debbano stare in disparte a guardare. Per completare l’opera, abbiamo schierato anche delle donne (che in questo ambito di solito vengono definite femmine, con una terminologia che rimane inalterata fin dalla pre-adolescenza). Questa non era una trappola, ma la nostra arma segreta, come si vedrà più avanti, e il frutto della nostra convinzione che le donne portino sempre e comunque qualcosa in più…

Ecco, adesso comincia la partita, dell’esito della quale interessa poco: abbiamo resistito stoicamente per alcuni minuti sullo 0-0, giocando allegramente senza schemi né preoccupazioni (sarebbe ingeneroso darne la responsabilità all’allenatore…) e poi abbiamo pian piano preso coraggio. Mi sembra evidente che il dignitosissimo 0-2 con cui si è chiuso il primo tempo fosse un po’ bugiardo, visti i 2 pali colpiti dal Chicco; da segnalare anche la scorrettezza degli avversari, che per tutto il primo tempo hanno impedito a Giorgio di fare rovesciate volanti, unico scopo del suo viaggio a Riglione.

Il secondo tempo è stato certamente più emozionante, dovendosi registrare il primo gol del Chicco – autore Antonio, che un’attentissima giuria riunitasi in serata insieme a svariate birre ha eletto “man of the match” -, ma soprattutto essendo avvenuto l’evento più memorabile di tutte le edizioni passate e future dei contromondiali di Rebeldia: qualcosa che, ne sono sicuro, incrementerà il fatturato del Chicco il prossimo anno e ne aumenterà la popolarità. Proverò a descrivere gli eventi, ma non sarà facile esserne all’altezza.

Dunque: si era su un pur sempre onorevole 1-5, quando Alberto, dalla nostra difesa, tentava un lancio lungo a scavalcare gli avversari: palla troppo lunga per tutti, che spiove verso l’area avversaria, presidiata dal portiere e da un difensore, entrambi alti come 2 giganti, certamente sopra i 2 metri. Azione finita, direte voi che, colpevolmente, non eravate al campo a sostenere il chicco (vergogna!). E invece no: chi era presente ha potuto vedere una piccola freccia scura chiamata Silvia che, dall’alto del suo 1,55 cm – e mezzo – di altitudine saltava in anticipo su portiere e difensore – basiti – e colpiva la palla con una girata di testa che le imprimeva una traiettoria a spiovere che scavalcava i 2 giganti allibiti e terminava in fondo al sacco. Sono orgoglioso di avere assistito, immobile come sempre in mezzo al campo, a questa scena che resterà la più memorabile nella storia dei contro mondiali 2009. Tutta la squadra, panca compresa, si è rovesciata in campo a festeggiare e i moltissimi spettatori (nessuno del chicco, vergogna di nuovo) un minuto dopo stavano ancora applaudendo. Finalmente so cosa raccontare ai miei nipoti quando sarò anziano…

Contro ogni logica però l’arbitro, invece di far valere questo gol almeno per 3, gli attribuiva lo stesso valore di tutti gli altri, e quindi, dopo aver colpito un altro palo, la partita si concludeva sul 2-5. Ma i risultati sono già notevoli per il Chicco: la squadra formata dai giocatori più belli, la squadra più variopinta, e soprattutto la squadra con la prima donna goleador della storia dei mondiali rebeldi, nonché capocannoniera assoluta femminile del torneo.

Quindi un plauso a tutti e tutte – molto brava anche Cristina nel mordere le caviglie agli avversari – e alla prossima puntata per l’analisi tecnica, di cui suppongo non freghi niente a nessuno…

P. S. Ehm, apprendo ora che i nostri avversari – che ci hanno sconfitto 5-2 – ieri sera hanno perso 2-7 col Senegal… vabbè…

Mario

Hello world!

Giugno 8, 2009 di chiccomundial

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